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- Informazioni sui processi tecnologici e
dei sistemi di lavorazione. Tutti possono contribuire con documentazione,
che deve essere inviata a info@rioweb.it
accompagnata dal nome della fonte, e se possibile al link del
sito dove vi sia la possibilità di un approfondimento.
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Fusioni a cera persa
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- Il processo di fusione a cera persa
nasce in epoche remote e viene utilizzato da popolazioni e culture
diffuse in tutta la terra. Dai cinesi agli egizi, agli atzechi
ai greci, al fine di produrre strumenti operativi e sculture d'arte.
La recente ripresa di tale metodo in forme industriali e il processo
d'aggiornamento continuo fanno della fusione a cera persa la soluzione
ottimale per la realizzazione in un solo pezzo di assiemi costituiti
da componenti diverse, riducendo le fasi produttive ed evitando
in tal modo i costi e le difficoltà dell'assemblaggio.
- Tale procedimento permette quindi una notevole
riduzione dei tempi di produzione a vantaggio dei costi. La possibilità
di realizzare forme geometriche di notevole complessità
rende questo procedimento il sistema di produzione più
idoneo quando sono richieste al prodotto particolari caratteristiche
strutturali, quali raccordi, intersezioni, nervature e scanalature
non ottenibili con altri processi, eliminando così i problemi
che possono insorgere nell'assemblaggio di più elementi
ottenuti con le classiche lavorazioni meccaniche. Vi è,
inoltre, la più grande flessibilità nell'utilizzo
di tutti quei materiali speciali che migliorano la qualità
dei prodotti e la cui lavorabilità è difficoltosa
e talvolta impossibile: in particolare la fusione a cera persa
è fondamentale nel trattamento di molte leghe metalliche
di acciaio inossidabile e legato, di nickel, ecc., con l'obbiettivo
di ottenere la più alta resa qualitativa, senza difetti
o irregolarità e senza spreco di materiale costoso. Grazie
alle caratteristiche proprie di questo procedimento vi è
quando necessario, la possibilità di introdurre variazioni
o modifiche marginali nel modello originario, consentendo così
la realizzazione di parti sperimentali da testare prima di iniziare
la produzione del pezzo definitivo.
- Il processo MIM (Metal Injection
Moulding) è stato sviluppato agli inizi degli
anni novanta negli Stati Uniti, essenzialmente per applicazioni
nel settore militare. Negli anni seguenti, superate le difficoltà
iniziali, il metodo si è sempre più diffuso, sia
per l'interesse da parte di un numero via via crescente di aziende
che si sono dedicate allo sviluppo del processo, sia per l'ampliamento
dei settori nei quali possono essere impiegati i pezzi fabbricati
con il sistema MIM.
- Le finalità principali del processo
MIM sono quelle di realizzare pezzi di dimensioni medio piccole,
di forma complessa, in lotti medio grandi, con materiali di alta
resistenza, con cicli di lavorazione il più possibile automatizzati.
La formatura è ottenuta con i consueti sistemi di stampaggio
a iniezione, ad alta velocità di produzione e minima difettosità.
I pezzi così formati subiscono le fasi di deceraggio (debinding)
e sinterizzazione ottenendo la dimensione definitiva senza successive
manipolazioni.
La lavorazione finale, in genere limitata e robotizzata, si conclude
con la burattatura o brillantatura del pezzo. I passaggi fondamentali
dell'intero processo sono descritti di seguito.
- La materia prima (leghe di nichel, acciaio
inox, etc.) viene miscelata in una proporzione definita con il
cosidetto legante (il binder, costituito da materie plastiche,
cerose o gelatinose), ottenendo così un'impasto omogeneo
necessario per le fasi successive.
In maniera del tutto analoga a quanto avviene per la plastica,
il feedstock viene impiegato come materiale per lo stampaggio
del cosidetto GREEN BODY, ossia del pezzo desiderato avente dimensioni
maggiorate e una resistenza dovuta al solo legante.
Segue l'eliminazine del legante senza provocare nè fratture
nè deformazioni del pezzo. Questa delicata fase si conclude
con la nascita del BROWN BODY, un pezzo avente un residuo legante
necessario a mantenere la consistenza del pezzo.
La formazione del pezzo si conclude con l'eliminazione del legante
residuo e con la sinterizzazione in vuoto, che permette di raggiungere
le caratteristiche meccaniche e geometriche finali.
Burattatura e brillantatura permettono di conferire al pezzo lucentezza
o bassi valori di rugosità. Possono essere previsti eventuali
trattamenti termici.
Fonte per maggiori approfondimenti INVESTMENT
CASTING
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